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	<title>cose di donne &#8211; Samantha Colocci</title>
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	<description>Dissertazioni semiserie sulla bellezza a 360°</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 20:01:35 +0000</lastBuildDate>
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	<title>cose di donne &#8211; Samantha Colocci</title>
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	<item>
		<title>ll passato è una zavorra? Ecco come lasciarlo andare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Samantha Colocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 07:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consapevol-mente]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>
		<category><![CDATA[la forza delle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[“Non indugiare sul passato; non sognare il futuro, concentra la mente sul momento presente”(Buddha) Sarà perché ci hanno sempre rappresentato il passato come qualcosa alle nostre spalle, ma io a volte mi sento una zavorra, come una mano, a volte un macigno.Qualcosa che non posso cambiare, ma che continua comunque ad avere una preoccupazione, come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Non indugiare sul passato; non sognare il futuro, concentra la mente sul momento presente”<br>(Buddha)</p>



<p></p>
</blockquote>



<p>Sarà perché ci hanno sempre <strong>rappresentato il passato come qualcosa alle nostre spalle</strong>, ma io a volte mi sento <strong>una zavorra</strong>, come una mano, a volte un macigno.<br>Qualcosa che <strong>non posso cambiare</strong>, ma che continua comunque ad avere una preoccupazione, come qualcosa che mi <strong>trattiene</strong>.</p>



<p>Il passato ci <strong>ingabbia</strong> e <strong>non</strong> ci consente di <strong>andare avanti</strong>, con sguardo <strong>fiducioso</strong>. </p>



<p>Che fare?</p>



<p>Quando il passato è una zavorra, ecco come <strong>lasciarlo andar</strong>: ho deciso di <strong>perdonarmi</strong>.<br>Di <strong>perdonarmi</strong> per quella <strong>persona lasciata</strong>, per quella che <strong>non ho capito che mi avrebbe fatto male</strong>, per quella <strong>occasione</strong> pazzesca che ho <strong>perso</strong> (che forse tanto pazzesca non era). </p>



<p>E soprattutto <strong>per tutte le volte che non sono stata gentile con me</strong> stessa.</p>
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		<title>Vedersi più belle: ecco il cerotto magico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Samantha Colocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 07:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consapevol-mente]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>
		<category><![CDATA[detto tra noi]]></category>
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					<description><![CDATA[Può un cerotto farti vedere più bella? Ecco l'esperimento psicologico condotto alla Columbia University.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>10 anni fa una psicologa della <strong>Columbia University</strong> ha svolto un <strong>esperimento</strong> su alcune <strong>donne</strong> di tutte le età che facevano fatica a guardarsi allo specchio, concentrate sui difetti, a <strong>disagio con il loro corpo</strong>. La sfida era <strong>indossare</strong> questo <strong><em>cerotto &#8220;magico&#8221;</em></strong> e tenere un diario per <strong>verificare i cambiamenti</strong>. </p>



<p>Sebbene all’inizio non ne avevano sentito il giovamento, <strong>alla fine delle due settimane</strong>, erano <strong>felici</strong>, più a loro agio, <strong>avevano più stima e fiducia in loro stesse</strong>, avevano osato.</p>



<p><strong><em>Cosa c&#8217;era nel cerotto?</em></strong><br><strong>NIENTE</strong>! Solo la loro suggestione, puro effetto placebo. </p>



<p>Eppure, <strong>qualcosa in loro era cambiato</strong>: la <strong>prospettiva nel guardarsi </strong>e sapere che quella <strong>forza</strong> veniva <strong>da dentro</strong> e non dal cerotto, era stato ancora più travolgente. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><a href="https://www.instagram.com/reel/C8AYL5VKQb8/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noopener">La bellezza è uno stato mentale</a>.</p>



<p>Tu cosa aspetti a cambiare prospettiva? Non vorrai mica un cerotto?</p>
</blockquote>



<p><a href="https://samanthacolocci.it/fai-pace-con-lo-specchio/"><strong>Iscriviti</strong> subito al videocorso gratuito “<strong>Fai pace con lo specchio</strong>”.</a></p>



<p></p>



<p>I risultati sono stati mostrati in uno spot della azienda Dove.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Le critiche costruttive sono davvero costruttive?</title>
		<link>https://samanthacolocci.it/le-critiche-costruttive-sono-davvero-costruttive/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Samantha Colocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 08:38:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consapevol-mente]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>
		<category><![CDATA[la forza delle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Comincio con una metafora facile facile: le critiche costruttive sono davvero costruttive? Balle! Le critiche non sono costruttive ma distruttive.La parola stessa “critica” viene dal greco kritikē: arte del giudicare.Un esame rigoroso che emette un giudizio.Io giudico che hai sbagliato a tagliare i capelliIo giudico che hai sbagliato a vestirti cosìIo giudico che hai sbagliato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Comincio con una metafora facile facile: l<strong>e critiche costruttive sono davvero costruttive? <em>Balle</em></strong>!</p>



<p>Le critiche non sono costruttive ma <strong>distruttive</strong>.<br>La parola stessa “critica” viene dal greco kritikē: <strong>arte del giudicare</strong>.<br>Un esame rigoroso che emette un giudizio.<br>Io giudico che hai sbagliato a tagliare i capelli<br>Io giudico che hai sbagliato a vestirti così<br>Io giudico che hai sbagliato a non mettere il rossetto</p>



<p>Lo sentite io io io…<br>Il secondo motivo per cui le critiche sono distruttive o meglio <strong>non costruttive</strong> è perché spesso <strong>non</strong> sono state <strong>sollecitate</strong>.</p>



<p>Altra cosa è ovviamente il consiglio gentile e richiesto che facciamo alla persona di cui ci fidiamo.</p>



<p><strong>2 consigli quindi ai criticoni</strong>:<br>1. la base, <strong>mai usare il verbo essere ma il verbo fare</strong>. Non “Tu sei così”, ma “tu fai o ti comporti così”.</p>



<p>2. prima di pronunciare una critica costruttiva, <strong>pensa fino a 10 e poi lascia stare</strong>, fatti i fatti tuoi.</p>



<p>E tu le fai o le subisce le critiche costruttive?</p>



<p><a href="https://www.instagram.com/reel/C4GzbTBK36e/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noopener">Qui la mia riflessione</a>.</p>
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		<title>Cambiare vita si può, a tutte le età! </title>
		<link>https://samanthacolocci.it/cambiare-vita-si-puo-a-tutte-le-eta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Samantha Colocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 22:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consapevol-mente]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>
		<category><![CDATA[detto tra noi]]></category>
		<category><![CDATA[Good news]]></category>
		<category><![CDATA[la forza delle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cambiamento è un processo di trasformazione, sostituzione, una vera e propria evoluzione e a volte rivoluzione. Io me lo immagino così il cambiamento: come un togliere, sottrarre, alleggerirsi, semplificare.Come cambiare pelle, rimuovere, staccare, spogliarsi… di qualcosa che non serve più. O come qualcosa da aggiungere, che arricchisce e gratifica. A volte è invece un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>cambiamento</strong> è un processo di <strong>trasformazione</strong>, <strong>sostituzione</strong>, una vera e propria <strong>evoluzione</strong> e a volte <strong>rivoluzione</strong>.<br><br>Io me lo immagino così il cambiamento: come un togliere, <strong>sottrarre</strong>, <strong>alleggerirsi</strong>, semplificare.<br>Come cambiare pelle, rimuovere, staccare, spogliarsi… di qualcosa che non serve più.</p>



<p>O come qualcosa da <strong>aggiungere</strong>, che <strong>arricchisce</strong> e <strong>gratifica</strong>.</p>



<p>A volte è invece un vero e proprio <strong>bivio</strong>. Cosa scegli?</p>



<p>Il <strong>cambiamento</strong> è <strong>naturale</strong>, non facile, a volte non ci riconosciamo e quasi non ci sentiamo fedeli a noi stesse: il cambiamento <strong>fa parte della vita</strong>, anzi è vita stessa, gli alberi non cambiano i colori ad ogni stagione?</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Cambiare si può a tutte le età.</p>
</blockquote>



<p></p>



<p><strong>Ricordandoci </strong>che davanti al cambiamento, una frase che ci fa tremare è: <br>E se va male?</p>



<p><strong>E se invece va bene?</strong></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ecco 10 consigli pratici per accogliere il cambiamento</strong></h2>



<ol class="wp-block-list">
<li>Pratica la gratitudine quotidiana per le tue esperienze e le tue capacità.</li>



<li>Fai esercizio regolarmente per mantenere mente e corpo sani.</li>



<li>Cerca nuove opportunità di apprendimento e crescita personale.</li>



<li>Coltiva relazioni positive e di supporto con amici e familiari.</li>



<li>Esplora nuovi hobby e interessi che ti appassionano.</li>



<li>Sii gentile con te stessa e accetta che il cambiamento richiede tempo.</li>



<li>Sperimenta nuovi modi di pensare e di affrontare le sfide.</li>



<li>Rimani aperta alle possibilità e alle opportunità che la vita ti offre.</li>



<li>Fai una pausa per riflettere sulle tue priorità e obiettivi di vita.</li>



<li>Abbi fiducia nel tuo potenziale di crescita e trasformazione personale.</li>
</ol>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ispirazione dalle donne che hanno cambiato vita</strong></h2>



<p>Una volta al mese intervistiamo una donna che ha cambiato la sua vita, una donna che può ispirarci.</p>



<p><strong>Terza puntata</strong><br><strong>Dalle ceneri si può risorgere?</strong></p>



<p>Stasera Sara abbiamo avuto come ospite la Life &amp; Business Coach <a href="https://www.facebook.com/sara.decarli3" target="_blank" rel="noopener">Sara De Carli </a>che ci ha parlato del suo cambiamento. <strong>Potremmo dire che il tuo elemento sia il fuoco, la passione che arde</strong>: Sara non è mai ferma, curiosa e desiderosa di andare sempre in profondità, nelle tematiche che l’appassionano, così come con le persone che incontra. Sara non ti guarda, ti scruta, ti sonda e ha la rara capacità di comprendere pienamente.</p>



<p><strong>Finchè non ha trovato una persona che ha cercato si spegnere il suo <em>fuoco vivo</em></strong>&#8230;</p>



<p><a href="https://www.instagram.com/reel/C8nDwI4q11u/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per vedere l&#8217;intervista della puntata del 24 giugno 2024</a></p>



<p></p>



<p><strong>Seconda puntata</strong><br><strong>Donne che trasformano il loro destino</strong></p>



<p>Stasera abbiamo avuto come ospite l’amica <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100063569051292" target="_blank" rel="noopener">Dr Morena Maccione</a> che ci ha parlato del <strong>cambiamento davanti a un bivio della vita</strong>.</p>



<p>Quando la vita ti mette di fronte a scelte, quando il cambiamento è un fluire.</p>



<p><a href="https://www.instagram.com/reel/C7PisZEKTFw/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per vedere l’intervista della puntata del 21.05.2024</a></p>



<p></p>



<p><strong>Prima intervista  </strong><br><strong>Il coraggio di seguire il sogno: donne che riscrivono la propria storia</strong></p>



<p>Stasera abbiamo avuto come ospite l’amica Anna che su IG è meglio conosciuta come <a href="https://www.instagram.com/annabcosmetics?utm_source=ig_web_button_share_sheet&amp;igsh=ZDNlZDc0MzIxNw==" target="_blank" rel="noopener">AnnaB cosmetic</a> che ci ha parlato del <strong>cambiamento come qualcosa da aggiungere</strong>.</p>



<p>Ho conosciuto Anna proprio per via del suo marchio di cosmetica, una piccola realtà italiana, di grande qualità per ingredienti ed efficacia. Ma stasera Anna ci racconterà il suo cambiamento. Quindi facciamo un passo indietro.</p>



<p>Anna è una donna che ha saputo riscrivere la sua storia.</p>



<p><a href="https://www.instagram.com/reel/C6HbOJWq7BK/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per vedere l’intervista del 23.04.2024</a></p>



<p></p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Come superare i blocchi autolimitanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Samantha Colocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 09:59:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consapevol-mente]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>
		<category><![CDATA[la forza delle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Quante volte ci siamo (o ci hanno) messo dei blocchi autolimitanti? ecco come superarli]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I blocchi che ci mettiamo (o che ci mettono)</p>



<p><strong>Per 51 anni mi sono detta che certe cose non potevo farle</strong> &#8211; <strong>per proteggermi</strong>.</p>



<p>Samantha, non fare il percorso nel bosco sospeso o la partita a pallavolo con gli amici &#8211; ti puoi far male!</p>



<p>E a ben guardare ho smesso di fare atletica da ragazza per lo stesso motivo.</p>



<p>Tutti <strong>limiti</strong>, <strong>confini</strong>, <strong>blocchi</strong> e <strong>convinzioni autolimitanti</strong>. </p>



<p>Li sto superando grazie a una parola magica: <strong>fiducia</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><em>Fiducia sulle proprie capacità e fiducia in chi ci sostiene.</em></strong></p>



<p>I limiti si possono superare con la fiducia.</p>



<p>L’amica Denise mi ha invitata all’esperienza con Estee Lauder di <em>areostretching</em> da ID Studio Milano</p>



<p><strong>L’ultimo esercizio è stato quello che vedete in foto, che mai avrei pensato di fare.</strong></p>



<p>Dariana Dahal mi ha detto: <strong>fidati di me e ascolta le istruzioni</strong>, <strong>puoi farlo</strong>. </p>



<p>Ed eccomi lì appesa e felice, oltre i miei blocchi.</p>



<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> che confini ti sei messa?</p>



<p></p>



<p>Qui parlo di <a href="https://samanthacolocci.it/perche-e-piu-facile-accettare-gli-autosabotaggi-e-non-i-complimenti/">auto-sabotaggi e come superarli</a></p>
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		<title>Perché è importante il perdono</title>
		<link>https://samanthacolocci.it/perche-e-importante-il-perdono/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Samantha Colocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 14:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consapevol-mente]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>
		<category><![CDATA[detto tra noi]]></category>
		<category><![CDATA[la forza delle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Il perdono è importante perché il per-dono è un dono-per noi stesse, prima di tutto, un dono che facciamo al nostro cuore a prescindere dall’altro. In questi ultimi giorni stiamo affrontando una tematica delicata e complessa: l’auto-sabotaggio e il “farsi male” non come atto di lesionismo ma come pratica di sabotaggio. Ho studiato e condiviso con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il perdono è importante perché il <strong>per-dono è un dono-per noi stesse, prima di tutto, un dono che facciamo al nostro cuore a prescindere dall’altro</strong>.</p>
<p>In questi ultimi giorni stiamo affrontando una tematica delicata e complessa: l’<a href="https://samanthacolocci.it/perche-e-piu-facile-accettare-gli-autosabotaggi-e-non-i-complimenti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>auto-sabotaggio</strong> </a>e il “farsi male” non come atto di lesionismo ma come pratica di sabotaggio.</p>
<p>Ho studiato e condiviso con Voi, che mi state a cuore, la soluzione: <strong>1 sabotaggio, 3 vie di uscita</strong>.</p>
<p>Ho letto con attenzione e in parte apprensione le vostre risposte (avete letto bene &#8211; apprensione &#8211; non potete essermi indifferenti e quando mi scrivete in privato a volte mi occorre del tempo x rielaborare quanto letto e poi rispondervi).</p>
<p>E davanti all’auto-sabotaggio e alle 3 soluzioni che trovo assolutamente valide, stanotte ho pensato a <strong>una parola che forse è alla base</strong> (vi avviso è una parola pesantissima per importanza): <strong>PERDONO</strong>.</p>
<p><strong>Impariamo a perdonarci</strong>, a perdonarci di non aver accettato quel lavoro, o a non aver salutato quel giorno, che poi non c’è stato più tempo, o aver perso quell’amore&#8230;</p>
<h3><strong>Perdoniamoci</strong></h3>
<p><strong>Perché il passato è un insieme di puntini che si possono unire solo dopo</strong>. Perdoniamoci, apriamo un nuovo capitolo, stiamo in questo nuovo capitolo e lavoriamo sulla falsa vocina (autosabotaggio) e le 3 vie d’uscita.</p>
<blockquote><p><em>Perdona, non perché loro meritano il perdono, ma perché tu meriti la pace. (Anonimo)</em></p></blockquote>
<p>Quindi parlo di perdono, perché il <strong>per-dono è un dono-per noi stesse, prima di tutto, un dono che facciamo al nostro cuore a prescindere dall’altro</strong>.<br />
E oggi voglio far pace con me stessa, <strong>perdonarmi per le persone che ho perso, per le occasioni che ho mancato, anche per le illusioni, perché guardando bene, tutte queste esperienze mi hanno portata qui e anche grazie a loro sono la donna che sono</strong>.</p>
<p>Abbiamo il <strong>dovere di perdonarci</strong> e ringrazio la mia amica, sorella del cuore <a href="https://www.instagram.com/mariellaamodomiofiore/" target="_blank" rel="noopener">@mariellaamodomiofiore </a>per le parole che mi ha scritto – un vero balsamo – che desidero condividere: “<em><strong>il perdono, dono perfetto, rende perfetto chi lo dona. È un mistero mite, che muove la storia. È il segreto che ciascuno racconta a sé stesso. È la strada che, nonostante tutto, riporta sempre a casa</strong></em>.”</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Perché è più facile accettare gli autosabotaggi che i complimenti</title>
		<link>https://samanthacolocci.it/perche-e-piu-facile-accettare-gli-autosabotaggi-e-non-i-complimenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Samantha Colocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 09:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consapevol-mente]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>
		<category><![CDATA[detto tra noi]]></category>
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					<description><![CDATA[Quante volte siamo state bravissime con gli auto-sabotaggi e in imbarazzo ad accettare i complimenti? Ecco quale è il perché e due esercizi potenti per vincere gli auto-sabotaggi e imparare ad accettare e gioire dei complimenti. Quante volte abbiamo detto a noi stesse: non lo puoi fare, non ce la puoi fare, non ne sei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte siamo state bravissime con gli <strong>auto-sabotaggi</strong> e in <strong>imbarazzo</strong> ad accettare i <strong>complimenti</strong>?</p>
<p>Ecco quale è il <strong>perché</strong> e <strong>due esercizi potenti per vincere gli auto-sabotaggi</strong> e <strong>imparare</strong> ad accettare e <strong>gioire dei complimenti</strong>.</p>
<p><em><strong>Quante volte abbiamo detto a noi stesse: non lo puoi fare, non ce la puoi fare, non ne sei capace…</strong></em></p>
<p>Io mi immagino una <strong>vocina pronta a fermarci, deviarci, sabotarci</strong>, che ahinoi, è la <strong>NOSTRA vocina</strong>: <strong>auto-sabotaggi</strong> che ci facciamo da sole.</p>
<p>Ed è funzionale quando vogliamo buttarci con il parapendio (per un istinto di sopravvivenza), ma negli altri casi, sono solo <strong>blocchi</strong> che abbiamo <strong>interiorizzato</strong> (perché ce lo hanno detto o perché ce lo diciamo noi).</p>
<p>C’è un’arma e saperlo è come giocare di vantaggio.</p>
<h3>Ecco l’esercizio per vincere gli auto-sabotaggi</h3>
<p><strong>Scriviamo</strong> su un foglio di carta (o un diario) <strong>cosa</strong> ci diciamo che <strong>non sappiamo fare</strong>, vi faccio un esempio. Scrivo sul foglio: “Samantha non sarai mai un’esperta di bellezza perché sei troppo vecchia”.</p>
<p>Adesso <strong>scriviamo 3 (e dico 3) vie di uscita o soluzioni</strong> (al nostro sabotaggio).<br />
Vi faccio un esempio: 1. l’età non è un problema, perché parlo a persone della mia stessa età;<br />
2. mi tengo in forma per dimostrare che l’età è un numero;<br />
3. studio e mi tengo sempre aggiornata per fare recensioni serie.</p>
<p><strong>1 sabotaggio – 3 vie d’uscita.</strong><br />
Ogni (falsa) vocina ha almeno 3 soluzioni!</p>
<p>E se siamo bravissime ad auto-sabotarci, lo siamo meno ad accettare i complimenti.</p>
<p>Nel mio percorso di studi di questi ultimi anni (PNL, conselling, coaching) uno degli esercizi che mi ha colpito di più è questo (ed è molto intimo ma desidero condividerlo con voi e alla fine capirete il perché).</p>
<p>Eravamo arrivati, dopo giorni di lavoro e approfondimenti, a scrivere quelli che erano i nostri obiettivi, con tanto di azioni specifiche.<br />
Dopo la pausa pranzo il trainer ci dice: “adesso vi divido e ciascuno di voi dovrà sabotare l’altro, dicendogli che non ce la farà mai a perseguire il suo obiettivo (anche con parole piuttosto spicce)”.<br />
Io impassibile davanti al mio piccolo gruppo che mi insultava.</p>
<p>Fatto sta che l’esercizio passa, io sempre impassibile.</p>
<p>Cambiamo trainer e ci dice: “ok adesso lavoriamo su un altro livello: Samantha tu puoi perseguire il tuo obiettivo, tu vuoi perseguire il tuo obiettivo, tu riuscirai a perseguire il tuo obiettivo, perché sei… (e giù complimenti sinceri)”.</p>
<p>Un attimo e gli occhi erano pieni di lacrime, non riuscivo proprio a trattenermi dal singhiozzare come una bambina.</p>
<p>La sera, ripercorrendo gli esercizi fatti ho avuto una illuminazione. Davanti ai sabotaggi: non puoi perché non sei capace, perché è tardi, perché sei grassa, perchè sei bassa, perché sei vecchia (e chi più ne ha, più ne metta) – non avevo battuto ciglio come se fossi abituata a parare i colpi.<br />
Ma davanti a parole dolci e sincere ero disarmata. Erano più “violente”.</p>
<p><strong>Quante di noi hanno avuto un parente, un’amica o un marito che non perdeva occasione per farle sentire “troppo” o “troppo poche” fino a poi non sentirle più quelle parole per averle troppo interiorizzate?</strong></p>
<h3>Ecco l’esercizio sui complimenti</h3>
<p>Scriviamoci un complimento, una cosa che facciamo bene e facciamoci un complimento ad alta voce davanti allo specchio!<br />
(con tanto di singhiozzi – ve lo assicuro: è liberatorio)</p>
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		<title>Affrontiamo il passato senza paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Samantha Colocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 21:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consapevol-mente]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>
		<category><![CDATA[la forza delle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[Ripetiamo insieme: senza paura! Era l’edificio più bello del paese, una struttura immersa in un piccolo parco di pini, il luogo ideale per i bambini. Le classi erano al primo piano e vi si accedeva da una scalinata esterna. Io ero piccola, più piccola della media, avevo lunghi capelli legati con trecce, avevo un nome [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ripetiamo insieme</strong>: <strong>senza</strong> <strong>paura</strong>!<br />
Era l’edificio più bello del paese, una struttura immersa in un piccolo parco di pini, il luogo ideale per i bambini. Le classi erano al primo piano e vi si accedeva da una scalinata esterna.<br />
Io ero piccola, <strong>più piccola della media</strong>, avevo lunghi <strong>capelli</strong> legati <strong>con trecce</strong>, avevo un <strong>nome “complicato”</strong>, che <strong>storpiavano</strong> <strong>per canzonarmi</strong>. A scuola come bambola portavo il <strong>Ciccio bello nero</strong>. Avevamo tutti il grembiule ma a mia mamma non piaceva il cravattino, così lo aveva sostituito con <strong>un bel fiocco rosa di raso</strong>.<br />
E la statura, e le trecce, e il nome strano, e il Ciccio bello nero, e il fiocco rosa di raso <strong>non mi rendevano speciale ma solo isolata</strong>.</p>
<p>Un giorno mia zia mi ha detto: “<strong>Samantha ricordati, affronta la vita senza paura!</strong>”.<br />
E forse in ognuno di noi c’è un bambino troppo basso, o troppo grasso, o che non parla, o che è strano, o brufoloso… e <strong>ce lo abbiamo bene in mente quella sensazione quando ci canzonavano…</strong><br />
Ecco, <strong>affrontiamo le voci del passato, i dubbi, le indecisioni, i fantasmi senza paura!</strong></p>
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		<title>La consapevolezza dovrebbe essere il primo abito che indossiamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Samantha Colocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 20:58:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consapevol-mente]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>
		<category><![CDATA[detto tra noi]]></category>
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					<description><![CDATA[Sempre di più mi accorgo che la vera bellezza è la consapevolezza che ci viene dalla capacità di guardarci allo specchio e riconoscerci – a volte dopo i cambiamenti del nostro corpo è un conoscersi nuovamente. E quando siamo consapevoli – profondamente – possiamo anche diventare o essere maggiormente sicure di noi stesse. Come? Attraverso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre di più mi accorgo che la vera bellezza è la consapevolezza che ci viene dalla capacità di guardarci allo specchio e riconoscerci – a volte dopo i cambiamenti del nostro corpo è un conoscersi nuovamente.</p>
<p>E quando siamo consapevoli – profondamente – possiamo anche diventare o essere maggiormente sicure di noi stesse.</p>
<p>Come? Attraverso un percorso che scopre un nuovo colore per la maglietta che esalta l’incarnato del nostro viso grazie all’armocromia, passa per la forma giusta del vestito che valorizza le nostre forme con l’analisi della figura (body shape), svela lo stile che ci appartiene e che ci rappresenta e arriva al rossetto come stratagemma di sicurezza.</p>
<p>Perché se ci guardiamo con amore e consapevolezza allo specchio, e riconosciamo i nostri pregi, allora un rossetto non è solo un colore, diventa una iniezione, uno stratagemma di sicurezza, quella capacità di camminare al centro del corridoio, calcare il pavimento (sto arrivando!), avere la voce ferma per esprimere la nostra opinione.</p>
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		<title>La regola della porta del bagno </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Samantha Colocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 21:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consapevol-mente]]></category>
		<category><![CDATA[cose di donne]]></category>
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					<description><![CDATA[La mia amica Loredana mi dice che io parlo pure con le pietre e devo dire che questo dialogo spesso mi ha portato delle illuminazioni importanti, come la regola della porta del bagno (ovviamente il dialogo non era con la pietra!). Una sera, presi il taxi per tornare a casa, con i tassisti mi faccio sempre delle [&#8230;]]]></description>
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									La mia amica Loredana mi dice che io parlo pure con le pietre e devo dire che questo dialogo spesso mi ha portato delle illuminazioni importanti, come <strong>la regola della porta del bagno</strong> (ovviamente il dialogo non era con la pietra!).

Una sera, presi il <strong>taxi</strong> per tornare a casa, con i tassisti mi faccio sempre delle prolifere chiacchierate, se hanno voglia: vedono tanta umanità come nessun altro!
Parlavamo di fidanzamenti, matrimoni, crisi… lui si gira di colpo e mi dice: <strong>ma tu, tieni la porta del bagno chiusa?</strong>
Ehm, in che senso?
Secondo la sua teoria, <strong>tra coniugi o fidanzati, la porta del bagno deve essere rigorosamente chiusa, soprattutto nell’esplicazione di certe faccende</strong>.
E a quel punto ha accostato e mi ha stilato <strong>tutta una serie di azioni che devono restare nell’intimitá propria</strong>, da non condividere assolutamente con l’altro.

Ora se può essere confidenziale fare la barba al marito, <strong>non</strong> lo é assolutamente la <strong>depilazione</strong> della gamba davanti a lui, e meno che mai i baffetti e l’inguine! Quindi porta chiusa!
É sexy sicuramente la doccia ma <strong>non</strong> la <strong>maschera di bellezza in faccia</strong> (che in verità crea una certa inquietudine…), quindi porta chiusa!
Il rumore del <strong>tagliunghie</strong> quando spezza l’unghia e l’<strong>odore dello smalto</strong>, nauseabondo, porta chiusa!
Sembrerà strano, ma molte coppie esplicano le loro <strong>funzioni organiche</strong> in presenza del coniuge: no no e poi no. Prescindendo dal rumore e dall’odore, non siete bambini e non siete fratelli. PORTA CHIUSA SBARRATA, ah ma in questo caso finestra aperta!

Io non ci potevo credere!
Anche perché mentre declinava le singole situazioni, le visualizzavo tutte…
E io sempre con la bocca aperta, e <strong>lui che chiude teatralmente con: ci vuole mistero, Signora mia!</strong>

Già vedo la mia amica Antonia, quella che va in giro scoordinata (non scoordinata lei, ma la sua biancheria intima) che mi dice: dai su Samantha, dopo tanti anni di matrimonio, di che mistero parli?

Ed è sicuramente vero che <strong>dopo anni </strong>di figli, cene, lavatrici, amore, litigate, <strong>la persona davanti a noi non è un enigma,</strong> ma <strong>lasciare comunque un che di non visto</strong>, un alone di non so che, da (non dover per forza) scoprire <strong>potrebbe solo farci bene</strong>. Oltre che, vuoi mettere stare almeno quella mezzoretta da sola a farci i fatti nostri, invece che diventare una monade con l’altro – e poi in che momenti?
<strong>Mistero, signore, mistero, parola di tassista (felicemente sposato)!</strong>
(non mi ha fatto pagare la corsa)								</div>
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